AVVISI E COMUNICAZIONI

novembre 2020- dicembre 2020

 

Ci accompagnano le immagini

di augurio di Alberto

 

Il coro Lellianum augura a tutti e in particolare alla comunità parrocchiale Buon Natale. I coristi e gli strumentisti hanno registrato a casa ognuno la propria parte, e il tutto assemblato, con le immagini dei coristi, dei loro presepi e degli alberi di Natale è ... questo video di augurio

26 DICEMBRE - SANTO STEFANO

 

25 DICEMBRE

 Ecco la registrazione della Messa di Natale delle 11, celebrata da Padre Roberto: https://youtu.be/mn-qOSqAGF4

 

La Messa di Natale delle 11 verrà trasmessa in diretta streaming: le istruzioni per accedere

 

informazioni per la settimana e per Natale: IMPORTANTE

Vita Nostra di dicembre 2020

 

22 DICEMBRE

Alle 10.45 daremo l'estremo saluto a Marina Larese Gortigo Betetto. Chi desidera partecipare alle esequie è opportuno venga con congruo anticipo, esauriti i 140 posti con rammarico non potremo far entrare altre persone in chiesa.

 

 

preghiere per ogni giorno della settimana (pdf)

 

 

 

20 DICEMBRE

IV DOMENICA DI AVVENTO

Il foglietto con letture, preghiere e AVVISI

LO SPUNTO – Una riflessione dai giovani

«Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te».
L’angelo Gabriele porta a Maria, e a tutti noi, la buona notizia: nascerà tra gli uomini il figlio di Dio, Gesù. E la cosa straordinaria è che Dio manda suo figlio non solo per salvarci, per liberarci dalle catene del peccato originale. C’è molto di più. Dio manda suo figlio per dimostrarci l’immenso ed eterno amore che ha per ognuno di noi. Ecco la bella notizia del Vangelo: Dio ci ama, Dio è Amore.
Per me, giovane e cristiano, non è sempre facile dire (o capire) a cosa credo. Sono tanti i dubbi e i problemi che mi distraggono da ciò che è importante. Però quando sento questo annuncio dell’angelo mi si riempie il cuore e, come Maria, gioisco per qualcosa che forse devo ancora del tutto comprendere. Sento che prima di tutto Dio mi chiede di fidarmi di Lui perché Egli ha un grande progetto d’Amore per la mia vita. E quando sento questo amore che c’è nella mia vita, quando lo riconosco negli ambienti che frequento e in tutte le situazioni che vivo, sento che il Signore è con me, sento il Suo abbraccio su di me. Non solo a messa vivo la mia Fede. L’amore va trasmesso, va condiviso ed ecco che il mio compito diventa anche quello di essere annunciatore del Vangelo e di portare la Parola d’Amore alle persone che incontro. Un piccolo gesto d’amore è testimonianza viva del Vangelo. Perché “Dove nasce amore Tu sei la sorgente.” Allora felice, ma anche un po’ spaventato, come Maria, accolgo la sfida di rinnovare ogni giorno il mio sì al Signore e di farmi strumento del Suo amore.


Federico
 

13 DICEMBRE

IIIa DOMENICA DI AVVENTO

Il foglietto con letture e preghiere

 

LO SPUNTO - Una riflessione dai giovani

 “Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce… non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce”.
Giovanni Battista è molto chiaro con chi lo interroga: Dio esiste, ma non sono io!
Giovanni, infatti, è cosciente del fatto che lui deve fare da messaggero, il suo compito è preparare il mondo alla venuta di Gesù.
Non gli viene chiesto di anticiparlo, né, tantomeno, di sostituirlo.
Quante volte, anche ripensando al periodo vissuto in questi mesi e che continua a perdurare tuttora, mentre ci avviciniamo sempre più al Natale, abbiamo pensato di essere noi gli unici in grado di trovare una soluzione? Noi gli unici capaci di decidere cosa è giusto e cosa non lo è, anche per il resto del mondo? Quante volte ci siamo presi la libertà di agire anche quando non era nostro compito?
Da questo passo Giovanni Battista ci dimostra come l’umiltà non sia sinonimo di mettersi da parte o non contribuire, anzi è proprio il contrario: il Signore lo invia per predisporre le genti a riconoscere suo Figlio. E Giovanni si mette in gioco e annuncia a tutti il Salvatore.
Il secondo punto fondamentale del Vangelo è la parola “testimone”.
A Giovanni viene chiesto di dare “testimonianza alla luce” prima che la Luce sia manifesta.
È proprio qui il ruolo centrale della Fede. Giovanni ha fede in Dio e, senza averlo visto, dichiara che verrà il Salvatore.
 
Prendendo esempio da Giovanni Battista, proviamo anche noi ad avvicinarci alla nascita di Cristo in maniera umile, da fratelli, senza cercare di prevaricare gli uni sugli altri.
Accostiamoci a questo Natale avendo Fede, credendo veramente che, anche se nemmeno noi come Giovanni, possiamo vederlo, Gesù rinasce per essere la nostra Luce nelle tenebre.

Giovanni
 
                                                                                  

 

 

10 dicembre

Veglia dei giovani: ore 20.30 sul canale YouTube della Diocesi

 

 

8 dicembre
IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

 

preghiere per ogni giorno della settimana (pdf)

 

6 DICEMBRE

IIa DOMENICA DI AVVENTO

Il foglietto con letture e preghiere

 

LO SPUNTO - Una riflessione dai giovani
"Davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno".

Questo passo della seconda lettura mi fa pensare a come spesso nelle nostre vite manchi una cosa fondamentale: la pazienza. Siamo giovani, abbiamo il nostro futuro e la nostra vita ancora davanti a noi, ma non ci accontentiamo mai, vorremmo avere tutto qui e ora. Forse è un po' questo che a volte ci allontana dalla Fede... Un Dio per il quale mille anni sono un solo giorno non ha di certo tutta la fretta che abbiamo noi! Per questo fatichiamo a vedere un disegno unitario, un percorso che, seppur ricco di ostacoli e difficoltà, ci può portare a fare qualcosa di bello e di grande.
Avere Fede significa mantenere viva la speranza, avere pazienza. Non possiamo pensare che se la nostra vita non ci soddisfa, se non siamo ancora riusciti a perseguire tutti i nostri obiettivi allora non ha più senso credere.

In questo periodo storico ci sembra tutto in bilico: le nostre vite non sono più le stesse, non possiamo più svolgere molte delle attività quotidiane che ritenevamo scontate. Spesso mi sembra di vivere in una bolla: è tutto in equilibrio precario, non sappiamo cosa potrà succedere tra un mese, figuriamoci tra un anno!
Proprio in questa situazione, però, penso sia importante fare uno sforzo e mantenere viva la speranza, anche se molto più difficile rispetto al solito!

Irene
 

preghiere per ogni giorno della settimana (pdf)

29 NOVEMBRE

Ia DOMENICA DI AVVENTO

Il foglietto con letture e preghiere

LO SPUNTO - Una riflessione dai giovani

“Vegliate dunque […]; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati”.

Addormentati?! Ma no!!! Noi siamo sempre svegli, sempre attivi, sempre in movimento. Abbiamo troppe cose da fare per dormire! Eh sì, le nostre giornate sono piene di appuntamenti e di impegni. Quando torniamo a casa dopo il lavoro bisogna preparare la cena, sistemare, pulire. E poi le e-mail, la tv, i social. Chi ha tempo per addormentarsi?!

Ma nel nostro moto perpetuo, nella nostra concatenazione di impegni, di quante cose non ci accorgiamo? Quante cose passano sotto i nostri occhi con noncuranza? Quanto spazio c’è per i fuori programma?

L’iperattività delle nostre giornate non è poi, negli effetti, così diversa dalla passività, dalla pigrizia, dall’inerzia. Infatti, allo stesso modo possiamo essere “addormentati”: assenti, lontani, distratti, in un mondo nostro.

Per questo motivo, per i pigri e per gli indaffarati oggi suona una sveglia: un promemoria per attivare il cuore e per guardare aldilà non solo del divano ma anche della nostra agenda.

Il rischio? Quello di non accorgersi degli altri e delle loro necessità, dei problemi dei nostri cari, di un conoscente, di uno sconosciuto che incontriamo. Ce lo ricorda anche lo scultore Jago, che a Napoli durante il lockdown ha posizionato nella notte una sua scultura in marmo al centro di Piazza del Plebiscito. Si tratta di un neonato che giace a terra, nudo e inerme, con una catena al collo. L’opera si chiama Look Down (“guarda in basso”) e invita a non dimenticarsi degli ultimi, di chi anche a causa della pandemia si trova ai margini, “a terra”.

Dobbiamo vegliare, allora, per non essere personaggi di un presepe dove nessuno guarda nella mangiatoia, perché troppo inerti o troppo occupati. Così lontani e distratti da perderci, come nel caso delle vergini stolte, la festa con lo sposo.

Chiara

 

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