SPECIALE GIOVANI

IL CINQUANTESIMO GREST!

Ogni anno, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, alcuni ragazzi della nostra Parrocchia riprendono in mano le redini di una delle tradizioni più preziose della nostra Comunità e lentamente si dà il via all’organizzazione dell’evento che culmina con le prime due settimane di settembre: il GrEst.

Quest’anno, tuttavia, le condizioni di partenza non sono state semplici, in quanto la situazione di prolungato lockdown, che ci ha colpiti tutto quest’inverno, ci lasciava, oltre ad evidenti difficoltà logistiche nell’incontrarci, anche una sensazione di incertezza verso il futuro e verso una buona riuscita delle attività. Già l’anno scorso, infatti, per ovvi motivi legati alla pandemia, si era optato per l’organizzazione di un GrEst “semplificato”, riadattato nei suoi consueti orari e capienza, al fine di poter garantire ad ognuno di potersi divertire, ma sempre in sicurezza.

Questa volta le speranze di ritornare all’allestimento di un GrEst sempre più normale c’erano, consolidate anche dalla fiducia nella campagna vaccinale che in quei mesi stava avanzando; per di più, il desiderio di riuscire a regalare un’esperienza autentica di GrEst era accresciuto dal fatto che si sarebbe celebrata una ricorrenza non da poco: il 50° anniversario di questo evento.

Il tema (“Inside Out”) era stato scelto, le attività programmate in modo duplice: da un lato, il più fortunato, si sarebbero svolte con regolarità e a tempo pieno, dall’altro ricorrendo alle limitazioni dell’anno precedente.

Fortunatamente, la situazione nei mesi estivi è andata via via migliorando e il conseguente allentamento delle misure di sicurezza ci ha permesso di riportare il GrEst il più vicino possibile alla normalità: in primo luogo la capienza è passata dai 40-60 bambini a settimana del 2020 (anno in cui ci si era trovati obbligati a dividere i bambini interessati in due gruppi e a farli venire solo una settimana ciascuno) ai 120 di quest’anno, con frequenza ambedue le settimane. Le attività sono passate dall’essere concentrate tutte solo al mattino, com’era stato nel 2020, al tornare ai loro consueti orari 9:00-12:30 / 15:30-18:30. Le stesse attività sono poi tornate a ricoprire molte di quelle vesti alle quali nel 2020 si era dovuto rinunciare: si sono ripresi i gruppi d’interesse  (storia, danza, scenette, giornalino ecc.) ma anche attività più incentrate sulla riflessione come le ricerche al pomeriggio.

Di pari passo, si è potuti tornare ad organizzare anche il classico evento di chiusura delle due settimane, la Serata Finale (che nel 2020 era stato davvero impossibile organizzare): quest’anno, con l’aiuto concreto fornitoci dal Comune di Padova con le attrezzature, si è potuto montare un palco sul campo di cemento appositamente per l’occasione e, complice lo stare all’aperto, si sono potuti invitare un buon numero di genitori e amici e sfruttare al massimo la capienza consentita.

Naturalmente, per la buona riuscita di tutte le attività in sicurezza, c’è stato del lavoro in più da parte degli animatori e in generale di chi ha collaborato con l’organizzazione: si è dovuto far fronte a problematiche come l’igienizzazione degli ambienti, la misurazione della temperatura all’ingresso, la gestione del numero limite di bambini e il riuscire a far rispettare loro le principali regole (in primo luogo l’utilizzo continuo della mascherina anche negli spazi esterni). C’è anche da dire, però, che molte di queste misure erano già state “collaudate” durante il miniGrEst precedente, e che si è sempre osservata da parte di tutti, a partire dai bambini, un’attenzione particolare alle regole e alle misure da rispettare. Una forma di responsabilità sicuramente dettata dalla consuetudine, se si considera che sono regole con le quali conviviamo ormai da quasi due anni, ma anche dalla consapevolezza che, rispettando queste poche regole, si sarebbe potuta finalmente rivivere un’esperienza che era mancata nei cuori di tutti.

Ovviamente alcune attività come la Festa delle Torte e la gita sono state troppo complicate da organizzare anche per quest’anno e si è deciso di rimandarle (ben sperando) alla prossima edizione; ciononostante, la ripresa di tutte le consuetudini che da 50 anni a questa parte accompagnano la fine dell’estate ha reso felici tutti, dagli animatori ai genitori, ma soprattutto i bambini, che hanno avuto modo di vivere con il loro inconfondibile entusiasmo due settimane ricche di svago, amicizie e occasioni per crescere insieme.

Anna Seno e Federico Marescotti

 

LE ATTIVITÀ ESTIVE DEGLI SCOUT

Carissimi parrocchiani, ecco un piccolo resoconto delle nostre attività estive, delle esperienze e delle emozioni che abbiamo vissuto con i nostri ragazzi. Siamo molto felici di poterle condividere con voi e, per farlo al meglio, iniziamo con un piccolo resoconto di come la nostra Comunità ha vissuto l’anno passato.

Durante i mesi invernali e primaverili, quando la situazione emergenziale era più delicata e molte attività per i Giovani hanno subito delle restrizioni atte alla prevenzione del contagio, noi Scout abbiamo potuto continuare a vedere i nostri ragazzi.
Questo grande privilegio è stato un’occasione per riscoprire l’importanza del nostro Servizio come Capi e per ricordare cosa ci può dare lo Scoutismo nella vita di tutti i giorni. Infatti, non solo per i ragazzi, ma anche per noi, le attività sono presto diventate delle importanti occasioni per ritrovare tante cose, alle quali la pandemia ci stava costringendo a rinunciare: il senso di Comunità (tanto importante per lo Scoutismo), la vita a contatto con la Natura, il gioco e la spensieratezza. Per questo, quest’anno è stato un nostro obiettivo primario organizzare delle esperienze estive significative, delle quali segue un veloce racconto. Vi auguriamo una buona lettura!

Il Branco (ragazzi dalla Terza elementare alla Prima media)

Per le Vacanze di Branco di quest’anno, siamo stati ospitati nella meravigliosa Val Calamento, dove abbiamo vissuto una settimana all’insegna del giocare e crescere insieme, seguendo il tema della storia Disney “Le Follie dell’Imperatore”. Orgoglio di noi Vecchi Lupi, è stato vedere come il difficile anno passato ha rafforzato la Comunità di Branco, in primis grazie al grande impegno dei Lupetti. I nostri Fratellini e Sorelline, infatti, con l’inizio dell’anno hanno iniziato un percorso di crescita, culminato nell’esperienza delle Vacanza di Branco, durante il quale abbiamo avuto il privilegio di vederli maturati, solidali e fraterni gli uni con gli altri e rispettosi e attenti alle esigenze di tutti, soprattutto dei più sensibili.

Il Reparto (ragazzi dalla Seconda media alla Seconda superiore)

Dopo un anno in cui è saltato per le restrizioni, quest’estate siamo riusciti a vivere l’esperienza del Campo Reparto. Dodici giorni all’insegna della vita all’aperto, in uno spettacolare terreno presso Col Cugnan (Ponte nelle Alpi, BL), accompagnati a volte dal sole e dal caldo, altre dalla pioggia e dall’umidità. Il morale, nonostante ciò, è sempre stato molto alto. Ogni squadriglia (tre femminili, tre maschili, ciascuna con diverse fasce d’età) ha costruito il proprio angolo, dove mangiava e cucinava con dei forni alimentati con la legna raccolta nel bosco, e ha dormito nelle proprie tende, vivendo così un’esperienza di comunità e fratellanza. Con i giochi e alcuni giorni di cammino, i ragazzi hanno così saggiato e sviluppato le proprie capacità e abilità pratiche e manuali.

Il Clan (ragazzi dalla Terza superiore al Primo anno di università)

Anche quest’anno, i ragazzi del Clan hanno optato per una Route di cammino, considerandolo il modo migliore per evadere e godersi la vita all'aria aperta, nell'essenzialità del dormire in tenda e di cucinarsi il cibo sui fornelletti a gas. Muniti dell'inseparabile, pesante zaino e dei solidi scarponi, hanno camminato una settimana tra gli sconfinati paesaggi della selvaggia catena del Lagorai, raggiungendo la (tanto agognata) vetta di Cima d'Asta. Nonostante i diversi imprevisti, maltempo in primis, i Rover e le Scolte si sono goduti a pieno questa esperienza, riuscendo a consolidare la Comunità di Clan e concludendo, felici, un'altra avventura vissuta insieme.

 “La Guida e lo Scout sorridono e cantano anche nelle difficoltà”, recita un punto della Legge Scout. Ci crediamo molto e ci impegniamo sempre per continuare a sorridere e cantare, perché la vita, vissuta in questo modo, è più bella e più dolce.

 Concludiamo questo nostro articolo augurando a tutti voi di poter continuare a sorridere e cantare, anche nei prossimi mesi.

   La Comunità Capi del Gruppo Padova2

Branco Waingunga

Clan Canto Libero

 

Reparto Atlas

GRUPPO GIOVANISSIMI: CAMPO ESTIVO E MOLTO ALTRO

I giovani hanno bisogno di… Ai giovani serve più… I giovani dovrebbero fare…

Dei giovani si dice di tutto e di più. Ogni persona che incontro sa esattamente cosa serve ai giovani e di cosa hanno bisogno. Ognuno di noi vuole insegnare agli altri cosa devono fare e soprattutto chi devono essere, ma la verità è che i nostri giovani e giovanissimi sono già molto più avanti di noi. È inutile raccomandare loro una ricetta che a noi è servita per crescere. Non serve nemmeno insistere perché facciano quell’esperienza che a noi ha aperto gli occhi. Tutto questo semplicemente perché non siamo più noi i protagonisti di questa storia, ma sono loro. Perché i nostri giovani e giovanissimi hanno già dentro di sé quello che serve. Diventare i migliori loro stessi possibili è compito loro e intromettersi troppo, a volte, serve solo a dare fastidio o a far perdere fiducia in se stessi. Ecco quello che ho imparato questa estate 2021 al campo del Gruppo Giovanissimi per i ragazzi di 4-5 superiore a Domegge di Cadore. Sono andato su a questo campo come educatore, come organizzatore e come responsabile e sono tornato ad imparare come fossi ancora bambino.

Con i ragazzi abbiamo tenuto in piedi il Gruppo Giovanissimi anche durante l’anno. Non hanno perso l’entusiasmo e ci hanno creduto sempre, anche più di me. Così appena è stato possibile abbiamo ripreso a fare attività in presenza. Eravamo tutti mascherati, distanziati e con la compulsione di pulire e ripulire i tavoli, le sedie. Ed ecco la prima cosa che mi hanno insegnato. A me che piace vedere le cose belle, ordinate, ben preparate. A me che piacerebbe avere un patronato ricco di cartelloni, di foto di oggetti fatti da noi. A me che troppo spesso mi fermo all’apparenza, i nostri giovanissimi hanno insegnato che quello che conta è la relazione, il bello di stare insieme e di condividere. Condividere la gioia di vedersi e la difficoltà di farlo. Ho capito che non servono chissà quali attività super profonde e difficili e non serve nemmeno fare qualcosa di straordinario che segni per sempre le nostre vite. Basta coltivare le relazioni, creare le occasioni, dare fiducia e restare in ascolto.

Così facendo sono sbocciate le idee, i confronti e delle riflessioni bellissime. Ognuno ha portato un pezzo di sé e anche se non c’erano cose e oggetti belli e ben preparati, alla fine abbiamo creato una profonda sintonia e un continuo scambio di pensieri e idee. Abbiamo parlato della LIBERTÀ, di com’è e di che forma assume nelle nostre vite di tutti i giorni.

Al campo il tema continua e dalla LIBERTÀ personale siamo passati alla libertà collettiva e sociale. Abbiamo immaginato di essere una piccola comunità e un po’ lo eravamo. Abbiamo cercato di capire quanto è difficile andare avanti tutti insieme: prestare attenzione e cura alle libertà dei singoli senza perdere di vista l’obiettivo generale del bene comune. Abbiamo infine individuato e condiviso il valore e l’importanza del RISPETTO reciproco che deve essere alla base di ogni comunità e di ogni società. Insomma, abbiamo affrontato temi per niente facili. Eppure, anche in questo caso, sono stato io a imparare di più da queste attività con i Giovanissimi. Per preparare questo campo con questo tema io ho studiato: ho letto e raccolto articoli di giornale, ho ascoltato interviste, ho consultato enciclopedie online e pensato, ripensato e scritto appunti e ragionato. Insomma mi sono scervellato a più non posso e sono andato al campo con la sensazione e la presunzione di saperne abbastanza e soprattutto di saperne più di loro. Ho avuto una durissima, inaspettata e gioiosissima smentita. In confronto a loro ne sapevo poco niente. Io ho dovuto studiare per preparare le attività, ma loro no. Loro sono già più dentro di me a questo mondo, perché è il loro e lo conoscono bene. Io ho studiato, loro hanno semplicemente vissuto i giorni, raccolto le occasioni e le esperienze. Hanno approfondito certe questioni con gli amici, hanno visto quella serie tv che ne parla. Sono curiosi e intelligenti, capaci di cogliere ciò che succede intorno a loro. Non vivono passivamente, come spesso pensiamo noi, ma vanno a caccia della realtà.

Federico Schievano

 

 

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