Antiche icone nella Cappella del Santissimo
Chiesa di S. Camillo in Padova

Icona della Trasfigurazione
(XVII sec. - provenienza Russia centrale – cm 31,40 - 26,80)

Sei giorni dopo avere preannunziato agli Apostoli la Sua passione e prima di salire per l’ultima volta dalla Galilea a Gerusalemme, “Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte sopra un alto monte. E si trasfigurò alla loro presenza e il suo volto risplendette come il sole, e le sue vesti divennero bianche come la luce” (Matteo 17. 1-2)
Il modulo iconografico è strutturato sull’associazione di un cerchio e di un triangolo: al centro del loro punto di congiunzione si colloca la figura di Cristo trasfigurato. Le vesti di Cristo sono di un bianco immacolato e infondono luce a tutta la rappresentazione: Cristo appare circonfuso da uno splendore che già possiede intrinsecamente. I testi liturgici sottolineano insistentemente come la reale trasfigurazione sia di fatto quella degli Apostoli, ai quali per un istante gli occhi si aprono, e si svela nella luce la gloria del Salvatore. La dimensione terrena degli Apostoli trova nella icona della Trasfigurazione una espressione di grande efficacia nelle figure che, colpite dalla luce Trinitaria (tre raggi), sono sempre animate da un movimentato dinamismo. Il linguaggio pittorico, sottolineando con l’immobilità la conquista della divinità e della sua pace (la parte superiore dell’icona, la visione), esprime con una mobilità disordinata il turbamento di chi non è ancora posseduto dalla Grazia.
Immobili sono il Salvatore e di fianco a Lui Mosè (che rappresenta i morti) ed Elia (che rappresenta i viventi in quanto trasportato in cielo da un carro di fuoco).
Gli Apostoli invece, presi da un impulso prettamente umano, vediamo si contorcono e sono letteralmente a testa in giù.
Sulla sinistra l’icona rappresenta inoltre gli Apostoli che salgono con Cristo la montagna prima della Trasfigurazione e sulla destra ne discendono.

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