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GRUPPO PRANZI

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PARROCCHIA DI

SAN CAMILLO DE LELLIS

 

 

 

 

 

 

 

 Mt 14,13-21  

 

Non occorre scomodare la “piramide dei bisogni” dello psicologo statunitense Abraham Maslow per capire che quello del cibo è uno dei bisogni essenziali per vivere, non solo per gli esseri umani ma per tutte le specie viventi.
Il tema del cibo è così importante che non poteva certo mancare nella Bibbia. Lo ritroviamo oggi in tre delle quattro letture appena ascoltate. Nella prima, tratta dal libro del profeta Isaia, Dio promette che darà da mangiare gratis “cose buone” e “cibi succulenti” a chi ricorre a lui e ascolta la sua parola. Anche nel salmo responsoriale, si assicura che Dio darà “il cibo a tempo opportuno” fino alla sazietà a chi si rivolge a lui. E nel passo del Vangelo di Matteo abbiamo ascoltato il racconto di uno dei due episodi di moltiplicazione dei pani e dei pesci da parte di Gesù. È da notare che questo è l’unico miracolo riportato da tutti e quattro gli evangelisti (oltre al racconto della risurrezione di Gesù).
È certamente un miracolo prodigioso sfamare con pochi pani e due pesci migliaia di persone. E infatti dopo questi miracoli la gente vorrebbe proclamare Gesù re. Li possiamo capire: ci fosse oggi uno capace di fare altrettanto, dar da mangiare gratis a migliaia di persone, minimo lo facciamo presidente della repubblica!
Ma prima del miracolo della moltiplicazione del cibo, a me pare che Gesù abbia fatto un miracolo ancor più grande: aver convinto chi si era portato da casa i cinque pani e i due pesci a non tenerli per sé ma a condividerli. Di fronte alla folla affamata, gli apostoli avevano realisticamente suggerito a Gesù: mandarli a casa, nei loro villaggi, perché ognuno di arrangi a procurarsi il cibo. Ma Gesù: “Voi stessi date loro da mangiare”.
Si calcola che oggi 650 milioni di persone nel mondo soffrano la fame, circa l’8 % della popolazione mondiale. Più in dettaglio: ogni 15 secondi un bambino muore a causa della denutrizione. La fame riguarda in particolare paesi in cui sono attivi conflitti armati.
Naturalmente, qualcuno dice: sulla terra siamo troppi, non c’è cibo a sufficienza per tutti, occorre che nascano meno bambini. Ma è una balla. Il vero problema è l’iniqua distribuzione dei beni. Con folgorante sintesi, papa Francesco ha scritto: “Pochi hanno troppo e troppi hanno poco”. 
Un po’ di numeri. Il 10 % più ricco del mondo detiene circa il 75 % della ricchezza mondiale. La metà più povera dell’umanità – circa 4 miliardi di persone – si deve accontentare di spartirsi appena il 2 % delle risorse globali. 
Ogni anno vengono destinati fra i 10 e i 20 miliardi di dollari in aiuti alimentari. Ma per gli armamenti vengono spesi 2.700 miliardi di dollari. Quest’anno nel mondo spenderemo 27 miliardi di dollari per cure e farmaci dimagranti; si calcola che in cinque anni  questa cifra sarà raddoppiata: 54 miliardi.
Ancora una parola sulle ultime righe del racconto di Matteo. Il miracolo della condivisione dei pani e dei pesci è stato così abbondante, che tutti hanno mangiato “a sazietà” e alla fine ne hanno pure avanzato e raccolto una notevole quantità, dodici ceste. Oggi, secondo i dati della FAO, nel mondo ogni anno buttiamo nell’immondizia 1 miliardo di tonnellate di cibo. Il 60 % di questo spreco avviene nelle famiglie. Solo in Italia, sprechiamo ogni anno 5 milioni di tonnellate di alimenti.
Il vero miracolo di cui oggi abbiamo bisogno è cambiare la testa e il cuore. Per riscoprire e mettere in atto le virtù della sobrietà e della condivisione.

PAGINA DELLA PAROLA
- commento alla liturgia domenicale -

donato

p. Donato Cauzzo