domenica 01/02/2026
“Gesù salì sul monte e si pose a sedere”.
Con il suo Vangelo, scritto circa 40 anni dopo la morte di Gesù e rivolto ai convertiti dal giudaismo, Matteo vuole dimostrare che tutta la rivelazione di Dio dell’antico Testamento è arrivata a compimento nella persona di Gesù, il Messia promesso da Dio. L’antica alleanza è superata, ora Dio stabilisce la nuova alleanza.
Qui Matteo apre il suo racconto dicendo che Gesù “salì sul monte”. In realtà si tratta di una piccola collina alta 150 mt sul livello del lago sottostante, il lago di Tiberiade. Il riferimento implicito è a Mosè che aveva ricevuto da Dio i dieci comandamenti, il codice principale della legge ebraica, sul monte Sinai. Gesù è il nuovo Mosè, e i 10 comanda¬menti ora sono sostituiti da un nuovo codice, le 9 beatitudini.
Matteo continua poi dicendo che Gesù “si pose a sedere”: è l’attitudine del maestro che sale in cattedra e insegna.
Si capisce dunque che questo lungo discorso di Gesù (la parte delle beatitudini ne costituisce solo l’inizio, ne ascolteremo altre parti le prossime domeniche) ha una grande importanza. Siamo quasi all’inizio del ministero pubblico di Gesù, e dunque è un po’ il suo discorso inaugurale, il suo programma. Come dire: finora avevate i precetti della legge mosaica. Ora io vi do un nuovo codice di vita, che completa e perfeziona l’antico, la carta costituzionale della nuova comunità di quanti mi seguiranno. Dunque di noi che ci professiamo cristiani.
Ma ne siamo convinti? Dopo duemila anni, questa proposta di Gesù è stata accolta? Siamo convinti che i poveri, gli afflitti, i miti, i puri, i perseguitati sono beati, sono da considerare felici? O pensiamo che quella di Gesù è un’utopia, o peggio un’illusione fuori della realtà?
Allora facciamo un piccolo esercizio. Riascoltiamo di nuovo dalla bocca di Gesù le 9 beatitudini appena lette, confrontandole con quanto pensa in genere una persona di oggi, del mondo nel quale viviamo.
“Beati i poveri” / Beato chi ha tanti soldi, può permettersi quello che vuole, fare una bella vita! “Beati gli afflitti” / Beato chi se la gode, chi scoppia di salute, chi è autonomo e non deve mai chiedere! “Beati i miti” / Beato chi sa farsi valere, chi grida più forte e sa imporsi sugli altri! “Beati quelli che hanno fame di giustizia” / Beato chi è così forte da farsi giustizia da sé, o può pagarsi i migliori avvocati per piegare la giustizia ai suoi comodi, chi sa far valere i propri diritti! “Beati i misericordiosi” / Beato chi pensa solo a se stesso, chi bada ai propri interessi e se ne frega degli altri! “Beati i puri”! / Beato chi è più furbo, chi non si lascia frenare da regole, chi sa godersi la vita e togliersi tutte le soddisfazioni! “Beati gli operatori di pace” / Beato chi sa imporsi con il potere e con la forza, chi riesce ad ottenere tutto ciò che vuole, anche con il sopruso e la violenza! “Beati i perseguitati” / Beato chi non si lascia schiacciare, chi sa rispondere colpo su colpo! “Beati voi quando vi insulteranno a causa mia” / Beato chi non ha nessun padrone, chi sa rispondere a tono, chi sa farla pagare …
Nel testo delle beatitudini possiamo misurare la differenza, la distanza che c’è tra il modo di pensare di molti dei nostri contemporanei (e forse un po’ anche nostro…) e il modo di pensare di Gesù. Già nel libro del profeta Isaia, Dio diceva al suo popolo Israele: “i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie”. E pochi anni dopo la morte di Gesù, l’apostolo Paolo nella lettera ai cristiani di Roma scriveva: “Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente”.
Fra le beatitudini proposte da Gesù e la mentalità attuale, chi ha ragione? E io, tu… cosa scegliamo?

