Organismi di Comunione

GRUPPO PRANZI

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PARROCCHIA DI

SAN CAMILLO DE LELLIS

 

Nel brano che abbiamo ascoltato come prima lettura, il profeta Isaia si rivolge ai suoi contemporanei scoraggiati e sfiduciati per la tragica situazione politica e sociale che stanno vivendo, invitandoli alla gioia e alla speranza perché il Signore non li ha abbandonati: “Coraggio, non temete! Ecco il vostro Dio... Egli viene a salvarvi”.
Lo ripetiamo da duemila anni: Cristo è il nostro Salvatore. Gli angeli lo hanno annunciato ai pastori la notte della nascita di Gesù: “Vi annuncio una grande gioia... oggi vi è nato un salvarore”. Salvatore e Redentore sono tra i principali titoli che riconosciamo a Cristo.
Abbiamo bisogno ancora di un salvatore? O siamo ormai convinti che ci salviamo da soli, che non abbiamo più bisogno di Dio, che il messaggio portato duemila anni fa che abbiamo chiamato “la salvezza” oggi non sia più necessario?
Per continuare a chiamare Cristo nostro Salvatore, dobbiamo capire: da che cosa abbiamo bisogno di essere salvati?
Inquietudini profonde attraversano il nostro mondo, che ci contagiano. Che producono, specie fra i più giovani, insicurezza e paura del futuro. La cronaca quotidiana ci porta notizie di guerre, omicidi, ingiustizie e prepotenze dei più forti. Abbiamo paura gli uni degli altri, non ci fidiamo, temiamo che qualcuno possa sempre farci del male, siamo diffidenti e ci isoliamo. Abbiamo, almeno qui in occidente, molto di più di quanto ci serve, ma non siamo felici. I ragazzi sono disorientati, i giovani inquieti, gli adulti disillusi, i vecchi spaventati perché non capiscono più dove va il mondo. La conflittualità sociale e inter-personale cresce. Ci lamentiamo di tutto e di tutti. Aumentano la depressione e altre malattie della mente e dello spirito. 
Abbiamo provato tutto: tutt i piaceri, tutte le avventure, tutte le ideologie, tutto quanto potevamo desiderare... Ma siamo felici?
Vi propongo per queste due settimane che ci separano dal Natale un “esercizio spirituale”. 
Prendiamoci un piccolo ritaglio di tempo per una breve riflessione personale. Da che cosa ho bisogno di essere salvato? E poi riformuliamo la domanda che nel brano del Vangelo Giovanni Battista manda a fare a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”. E chiediamogli: sei tu Gesù Cristo il nostro Salvatore, o dobbiamo cercarne un altro?