
L’inizio del vangelo di Giovanni è un testo che ascoltiamo così tante volte, specialmente nel periodo natalizio, che quasi lo impariamo a memoria, rischiando però così di non cogliere la ricchezza di ciò che questo testo afferma. Potremmo riassumerlo così: nella persona di Gesù, in ciò che egli ha fatto e detto, Dio ha pronunciato la sua parola definitiva, si è compiutamente svelato e si è fatto conoscere a noi.
Nella prima lettura abbiamo ascoltato un brano del libro di ben Sirac, il Siracide, scritto nel 2° sec. a. Cr.
È inserito tra i così detti “libri sapienziali” che raccolgono la saggezza e la sapienza delle antiche culture dell’area mediorientale, che va dall’Egitto alla Mesopotamia alla Palestina. Inizialmente si considera che la sapienza è un dono elargito da Dio a chi è fedele a lui e compie il bene, per arrivare poi a personificare la stessa sapienza come una entità autonoma, che prima stava presso Dio e poi da Dio stesso viene inviata nel mondo per farla abitare stabilmente in mezzo agli uomini.
L’evangelista Giovanni penetra più in profondità del mistero di Dio: la sapienza, il logos, è lo stesso Figlio di Dio che si è fatto uomo come noi, è venuto ad abitare in mezzo a noi per farci conoscere pienamente Dio e il suo amore per noi. Non è un’idea filosofica o una apparizione: Dio si è fatto veramente carne debole, fragile e vulnerabile come la nostra.
Gesù è per noi il volto umano di Dio. Nei suoi gesti di bontà ci rivela in modo umano com'è Dio e come ci ama. La sensibilità di Gesù nell'avvicinarsi ai malati, nel curare i loro mali e nell'alleviare le loro sofferenze, ci rivela come Dio ci guarda quando stiamo male e come vuole che agiamo con coloro che soffrono. L'accoglienza amichevole di Gesù verso i peccatori, le prostitute e gli indesiderabili ci manifesta come ci comprende e ci perdona, e come vuole che perdoniamo coloro che ci offendono.
Giovanni presenta Gesù con le potenti immagini della vita e della luce. Chi segue lui impara a vivere, a star bene con se stesso e con gli altri e trova la luce per orientarsi in questo mondo così complicato, dove il bene è continuamente minacciato dal male ed è sempre più difficile distinguere e scegliere il bene, il vero, il giusto.
In questi tempi di disorientamento, in cui anche non pochi credenti vivono la loro fede in modo perplesso, senza sapere cosa credere né di chi fidarsi, rimettiamo al centro della nostra vita e delle nostre comunità cristiane Gesù Cristo, il volto umano di Dio. In lui troveremo la vita e la luce.